DIRITTO d' iniziativa

i cittadini confermano la volontà di partecipazione al dibattito europeo/strong>

7 11, 2012   Lucia Corrias

 

Sono già ventidue le iniziative presentate  dai cittadini, che avvelendosi  del diritto di iniziativa introdotto dal 1 aprile di quest’anno possono prendere direttamente parte all'elaborazione delle politiche dell'UE, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa. Acqua potabile per tutti, un suffragio paneuropeo, l'abolizione delle tariffe roaming nell’ UE, sono solo alcune delle proposte avviate dai cittadini che hanno dimostrato il desiderio di partecipare attivamente al dibattito europeo.  La raccolta di firme on line sembra più semplice di quella cartacea.  Un ostacolo comunemente incontrato dai cittadini: le differenti legislazioni nazionali legate alla protezione dei dati e il passaporto necessario per l'identificazione (che esclude i cittadini non residenti in numerosi paesi). L’iniziativa dei cittadini costituisce un invito rivolto alla Commissione europea perché proponga un atto legislativo su questioni per le quali l'UE ha la competenza di legiferare. Un'iniziativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno 7 dei 27 Stati membri dell'UE. Per ciascuno dei 7 paesi è inoltre richiesto un numero minimo di firme.
 

Firenze: Social Form

Firenze: 10 anni fa il Social Forum, da giovedi' in tremila da tutta Europa

(Adnkronos) - A Firenze le reti europee di attivisti lavoreranno
insieme: ci sara' la prima assemblea della Rete europeaper l'acqua bene comune (che in Italia ha promosso il referendum); si riuniranno per la prima volta le campagne che si occupano del Debito pubblico in Europa (insieme alle campagne che dieci anni fa si battevano per la cancellazione de l debito nel sud del mondo); verra' presentata una campagna per un Mandato Alternativo al Commercio per la prossima Commissione Europea; le varie iniziative sulla democrazia reale - dagli indignati del 15M e Blockupy Frankfurt, al movimento federalista europeo, al percorso "un'altra strada per l'Europa" - si confronteranno per rafforzarsi trovare azioni comuni; verranno lanciate alcune Ice - Iniziative dei cittadini europei (una sorta di referendum europeo)-, come quella sul reddito minimo di cittadinanza. Sulle cinque aree di convergenza (democrazia, debito/finanza, beni comuni sociali e naturali, lavoro e diritti sociali, l'Europa e il mondo) saranno individuate le azioni che raccolgono il maggior consenso. Sabato 10 novembre, a partire dalle 18, sara' organizzata una manifestazione/occupy/festa in Oltrarno e il Forum sara' ricco anche di eventi culturali, musicali e artistici. http://www.liberoquotidiano.it/news/1115686/Firenze-10-anni-fa-il-Social-Forum-da-giovedi--in-tremila-da-tutta-Europa-4.html

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Tagli al bilancio Ue: l’appello degli enti locali sui rischi per la politica di coesione

In una dichiarazione comune sottoscritta  in occasione della riunione informale dei ministri della politica di coesione dei 27 Stati membri,  il CCRE ed altre tre importanti associazioni di enti locali – la Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime, Eurocities e l'Assemblea delle Regioni d'Europa – sottolineano il forte rischio che una riduzione del bilancio Ue potrebbe avere sul futuro  della politica di coesione. Nella dichiarazione le quattro  associazioni di enti locali mettono in evidenza alcuni elementi, primo tra tutti l’importanza che rivestono i fondi strutturali, che  in molti paesi sostengono in modo consistente gli enti locali, ai quali si riferiscono oltre  due terzi degli investimenti pubblici nell’Unione europea. I fondi strutturali contribuiscono in modo significativo allo sviluppo economico, sociale e territoriale  e generano  investimenti costituendo un effetto leva per stimolare la crescita e lo sviluppo e sono quindi fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi della strategia “Europa 2020”.
“Il vertice europeo del 22 e 23 novembre 2012 sarà un momento decisivo nei negoziati sul futuro quadro pluriennale finanziario, e si osserva che un certo numero di Stati membri intendono ridurre il bilancio che la Commissione europea ha proposto lo scorso anno.
Siamo profondamente preoccupati per l'impatto che una riduzione potrebbe avere sul futuro bilancio della politica di coesione ed invitiamo i governi degli Stati membri dell'UE a mantenere il bilancio per la futura politica di coesione, come suggerito dalla Commissione europea” si legge nella dichiarazione, che così prosegue:  “Una potenziale riduzione del quadro pluriennale finanziario non deve in ogni caso ricadere in modo sproporzionato sulle politica di coesione, che è una delle politiche dell'UE il cui valore aggiunto ha più ampia evidenza. In tempi in cui abbiamo il più alto tasso di disoccupazione in Europa, è importante che i cittadini ricevano il chiaro messaggio che è nostra preoccupazione fare in modo che l'Europa esca dalla crisi investendo nella creazione di occupazione e dunque nel loro futuro. I fondi strutturali europei sono uno strumento importante per far sì che il  valore aggiunto dell'Europa sia reso visibile ai  cittadini. Una coesione territoriale sostenibile può solo essere raggiunta con il coinvolgimento di città,  enti locali e regionali in tutte le fasi della politica di coesione. Facciamo appello ai governi nazionali perché realizzino un approccio di  'governance in partenariato' che ha dimostrato di essere efficace per il raggiungimento di risultati concreti.”