
AICCRE LIGURIA
Federazione regionale per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa
L’UNIONE EUROPEA E GLI ENTI LOCALI :
IL PNRR E LA VALORIZZAZIONE DEI BORGHI LIGURI
REGIONE LIGURIA - Sala Cristoforo Colombo - 5 febbraio 2024
​
L’incontro rappresenta un momento di informazione dell’intenso lavoro di progettazione organizzato tra Regione e Comuni per accedere al bando e ottenere i finanziamenti dei fondi del NEXT GENERATION EU, per noi PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).
È il piano approvato dall’Italia nel 2021 per rilanciare l’economia dopo la pandemia di Covid-19, al fine di permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese e valorizzare le bellezze dei territori.
Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando Imprese borghi, che favorisce il recupero del tessuto economico-produttivo dei 294 borghi vincitori.
Il bando assegna, a livello nazionale, circa 200 milioni di euro dei fondi PNRR a sostegno di micro, piccole e medie imprese interessate a promuovere, in modo innovativo, due finalità:
-la rigenerazione dei piccoli Comuni, attraverso l’offerta di servizi sia per la popolazione locale che per i visitatori
- la sostenibilità ambientale.
Tutto questo enorme lavoro è stato coordinato a livello regionale dal Dottor Luca Parodi dirigente della Regione Liguria che indica le linee guida.
La linea A privilegia progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica di borghi a rischio di abbandono o abbandonati.
In questa linea risulta finanziato, per circa 20 milioni, il Comune di Andora per il recupero del Borgo Castello: Il Sindaco di Andora Mauro Demichelis illustra il contenuto del progetto.
Alla Liguria attraverso il Bando Borghi linea B sono stati assegnati fondi a 9 Comuni: quattro nell’imperiese (Cervo, Villa Faraldi, Diano Arentino e Triora), tre nello spezzino (Carro, Pignone e Vernazza), uno nel savonese (Laigueglia) e uno nel genovese (Campo Ligure).
Abbiamo scelto di presentare il progetto del Comune di Campo Ligure, denominato Un borgo in filigrana. Il Sindaco Giovanni Oliveri descrive il progetto.
DOVE STA L’EUROPA?
Se chiedessimo a gruppi di cittadini di indicare dove geograficamente collocano l’Unione europea, la risposta sarebbe “a Nord”. Questa percezione forse si fonda sul fatto che le più importanti Istituzioni si trovano nel Nord Ovest (Bruxelles, Strasburgo, Francoforte, Lussemburgo). Ma se dovessimo collocare l’Unione europea in una posizione strategica e di grandi scambi, dovremmo rispondere “nel Mediterraneo”. Pensate a quanti paesi dell’Unione si collocano nel Mediterraneo, e con quale quantità di altri Paesi e culture è in relazione.
Proviamo quindi a rovesciare la prospettiva e guardare l’Unione a partire da SUD.
Si scopriranno molteplici incroci.
Lo scorso anno, a Palermo, ho partecipato, come Segretaria regionale dell’AICCRE Liguria, a tre giorni di studio e incontri con le donne delle Comunità mediterranee, organizzati da.AICCRE con COPPEM (Comitato Permanente per il Paternariato Eumedite).
L’evento, dal titolo “Incontri Mediterranei”, ha voluto favorire lo scambio e il confronto tra donne di tradizioni diverse, promuovendo iniziative di dialogo interculturale. Sono stati tre giorni di appuntamenti con al centro il ruolo della donna nei paesi del Mediterraneo.
E’ stata sottoscritta la Carta Euromediterranea (EuroMed Charta for equality of women and men in local life) per la parità delle donne e degli uomini nella vita locale, intesa come un impegno etico per promuovere la parità di genere. La Carta, ispirata a quella europea, fornisce un quadro di linee guida e di obiettivi concreti per far progredire la consapevolezza della giustizia di genere nelle regioni del Mediterraneo.
È anche uno dei compiti di AICCRE sostenere e contribuire a far conoscere i processi di emancipazione femminile ai fini della sicurezza e dello sviluppo del Mediterraneo, nella convinzione che il contributo delle donne all’edificazione di società aperte ed inclusive, quindi più democratiche e libere, sia determinante. Fra le relatrici, erano presenti diverse esponenti della politica, della cultura e della società dei paesi del Mediterraneo.
A Palazzo dei Normanni, sede della Regione Sicilia, l’incontro dal titolo “Il contributo femminile nei cambiamenti culturali” ha evidenziato come sia difficile considerare il Mediterraneo come un insieme coerente senza tener conto delle fratture che lo dividono, dei conflitti che lacerano alcune aree: tragedie che affondano le loro radici in altre guerre recenti.
L’ampliamento dei confini induce l’Unione Europea a riflettere sia sulla propria identità che sul proprio rapporto con il resto del mondo, a partire dai paesi e dalle regioni a lei più vicine dal punto di vista geografico. Per questo a Palermo, crocevia di tante genti e culture, si sono organizzati gli incontri con le comunità marocchine, egiziane, spagnole, portoghesi, greche. La politica di vicinato, infatti, esprime in modo fecondo questa visione: fare dell’Unione un elemento di buone relazioni essendo l’UE un polo di stabilità.
La politica di vicinato, auspicata dall’Unione, quindi apre la strada ad un progresso continuo e offre l’opportunità di ottenere una maggiore efficacia politica ponendo l’essere umano al centro del rapporto euromediterraneo. Serve ricordare che, in questo processo, più della metà degli attori sono donne.
“Non si può parlare di emancipazione e crescita culturale nell’area del Mediterraneo se la donna non è chiamata a giocare appieno il proprio ruolo - afferma il segretario Generale Aiccre Sicilia e sindaco di Capaci, Pietro Puccio. - Va sottolineato quindi che, sebbene da prospettive diverse, la questione della valorizzazione delle donne è dibattuta sia in Europa che nel mondo musulmano. Attraverso questo evento vogliamo quindi favorire lo scambio e il confronto tra donne di tradizioni diverse, promuovendo iniziative di dialogo interculturale”.
Un momento importante, che avvicina ancora di più l’Europa con l’Africa. L'impegno assunto dalle delegazioni degli otto paesi è quello di promuovere una nuova visione dell'Europa e del Mediterraneo con al centro il ruolo della donna nella società.
Portogallo, Spagna, Francia, Grecia, Malta, Marocco, Tunisia e Italia hanno scelto Palermo per siglare l'intesa, coinvolgendo le autonomie locali nel processo di integrazione europea, è altresì necessario sostenere le politiche globali su temi cruciali come cambiamento climatico, povertà e migrazioni, facilitare lo scambio di esperienze e buone pratiche tra enti locali e internazionali e fornire formazione e supporto tecnico per la partecipazione ai programmi europei.
Nella sala Piersanti Mattarella di Palazzo dei Normanni, davanti a decine di sindaci, i paesi hanno apposto la loro firma su questo protocollo di intesa che si propone 4 obiettivi: il rafforzamento della rappresentanza e della tutela delle autonomie locali dei paesi coinvolti per migliorare la capacità delle autorità locali di rappresentare i propri interessi sia a livello nazionale che internazionale; lo scambio di esperienze e buone pratiche tra i vari comuni dei paesi coinvolti; la cooperazione fra i sette paesi su temi come lo sviluppo sostenibile, l'ambiente e la gestione delle risorse.
L’area tra Sud Europa e Nord Africa, crocevia fondamentale di scambi culturali, economici, politici e istituzionali è ora unita da otto firme per altrettanti protocolli.
" - Non c'è stata una visione unitaria su tutte le difficoltà che affliggono gli abitanti di queste zone. Noi abbiamo voluto iniziare dalle donne e non lo abbiamo fatto a caso. Ci siamo fatti raccontare le loro esperienze, che arrivano dalla società civile, dall'industria, dalle attività produttive, dall'agricoltura. Le abbiamo messe insieme perché riteniamo che il loro contributo sia fondamentale per portare avanti questi accordi. E i protocolli siglati a Palermo permettono ai sindaci dei sette paesi coinvolti di proporre nuove iniziative politiche". "Aiccre è portatrice di valori e interessi della comunità europea - specifica Pietro Puccio, segretario generale Aiccre – Siamo un'associazione che raccoglie migliaia di comuni e rappresenta la quasi totalità delle regioni italiane. Questi accordi ci consentono di ancorare ancora di più l'Europa e le politiche europee al Mediterraneo e ai paesi del Nord Africa. Non dobbiamo più considerarci come l'ultima frontiera, ma il Mediterraneo può e deve diventare luogo di scambi culturali, economi, politici e istituzionali".
Ecco un nuovo progetto che rovescia la prospettiva: da SUD e dal Mediterraneo Partiamo dalle isole per una sorta di “gemellaggio di buone pratiche”

SOeSeEU mira a rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini delle isole mediterranee all’Unione Europea, attraverso un’iniziativa di gemellaggio tra le varie comunità insulari.
Promosso da AICCRE Italia in collaborazione con l’Associazione dei Consigli Locali di Malta (LCA), il progetto cerca di incoraggiare lo scambio di esperienze e buone pratiche tra le isole, promuovendo la comprensione reciproca e la cooperazione per lo sviluppo sostenibile e l’integrazione europea., valorizzando le stesse e contribuendo a costruire un futuro europeo condiviso
Il progetto promuove la sostenibilità, l’inclusione sociale e la coesione territoriale incoraggiando la partecipazione attiva dei cittadini e delle autorità locali e regionali. Attraverso queste azioni, il progetto contribuisce a costruire un’Europa più inclusiva, sostenibile e coesa migliorando il patrimonio culturale e ambientale delle comunità insulari.
Gli obiettivi previsti
-
Rafforzare l’identità europea e la cittadinanza attiva.
-
Promuovere la cooperazione tra comunità insulari europee.
-
Sostenere lo scambio di buone pratiche e l’inclusione sociale.
-
Favorire la diffusione dei valori dell’UE e contrastare l’euroscetticismo.
L’iniziativa mette in evidenza le sfide e le opportunità uniche delle isole europee. Attraverso gli eventi, la creazione di una piattaforma di discussione e un piano d’azione collettiva, il progetto mira ad affrontare queste sfide e proporre soluzioni sia a livello nazionale che europeo.
AICCRE Sardegna coordina le attività locali e collabora con il Consiglio regionale della Sardegna, garantendo il coinvolgimento delle autorità locali e regionali. Questo gemellaggio intende essere un punto di partenza per una rete più ampia che coinvolgerà altre isole mediterranee ed europee, con l’obiettivo di organizzare conferenze, workshop e incontri con le parti interessate locali per discutere specifiche questioni territoriali e sviluppare proposte comuni.
E’ co -finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma CERV.
Si svolgerà a partire dal 2026 e coinvolgerà Associazioni, Enti Locali e naturalmente la nostra casa comune, l’Unione europea.
Potrebbe essere un buon motivo per scrivere in maniera più esauriente lo sviluppo di questo progetto.